Vi sono delle peculiarità specifiche che ci aiutano a capire se quella che stiamo per acquistare è una buona camicia.
Innanzitutto, bisogna controllare il colletto e le bacchette. Il colletto classico non ha i bottoni e deve quindi venire rinforzato al fine di evitare che, con la cravatta, le punte tendano a piegarsi. Certe volte, le bacchette vengono fissate dentro il collo e non possono venire estratte: questa è un’opzione interessante, dato che si potrà evitare di perderle durante i lavaggi in lavatrice.
Il carré, e cioè la parte della camicia tra il collo e l’inizio della spalla, deve essere cucita a parte rispetto al resto della camicia; è solo un dettaglio, ma indica buona qualità. E’, in realtà, un accorgimento dei sarti che, in questo modo, possono regolare meglio la vestibilità delle camicie secondo l’altezza e larghezza delle spalle del cliente.
Parlando di giunture, è bene notare se tutti i punti che uniscono le parti diverse della camicia combaciano alla perfezione per ciò che concerne l’unione della trama o dei ricami.
I polsini, nel punto in cui sono attaccati alla manica, devono avere molte pieghe ed avere un bottone all’altezza dell’avambraccio, messo per far sì che sia più facile rimboccarsi le maniche, qualora necessario. Infine, tutte le asole andrebbero cucite a mano.
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Tra la grandissima offerta dei tappeti moderni, sui nostri mercati resistono ancora manufatti lavorati con le tecniche tradizionali, molto caratteristici, eppure dal sapore talmente unico da divenire un oggetto ricercato. Gli amanti dei manufatti tessili conosceranno senza dubbio i tappeti Gabbeh, prodotti nella zona del Farsh. I Gabbeh venivano originariamente utilizzati dai pastori nomadi di questa regione della Persia, all’interno delle loro tende. Per tale motivo la lavorazione rispecchia l’esigenza originaria di fornire un giaciglio morbido e caldo, per popolazioni che vivevano un’esistenza durissima. Ancora oggi la principale caratteristica dei tappeti Gabbeh sono le lane soffici, dai colori vivaci, annodate secondo le tecniche primitive, tramandate di generazione in generazione. Mentre la maggior parte dei tappeti attuali predilige una rasatura corta, il vello di questi tappeti viene lasciato molto più lungo, il che li rende piacevolissimi al tatto e adatti per sdraiarcisi sopra. A differenza di altri tappeti persiani, i motivi decorativi sono molto semplici, quasi elementari: forme geometriche o figure stilizzate, che rappresentano uomini o animali, su un fondo brillante in tinta unita. I Gabbeh sono dunque lontani dal gusto dei famosi Sultanabad, che pur provenendo dalla stessa zona, rappresentano in toto la versione moderna dell’antico tappeto persiano, con ricchissimi motivi decorativi.
Quando si parla di Kerria, si può parlare solo di piante da giardino giapponesi. Impossibile, infatti, sbagliarsi: la famiglia della Kerria vanta solo una specie endemica del Giappone, le cui origini si perdono nell’Asia. La Kerria appartiene al genere degli arbusti di media grandezza – non supera infatti i due metri e mezzo di altezza – che prende solitamente una forma rotonda. I suoi fusti non presentano molti rami, e sono di forma arcuata e sottile. Le sue foglie sono fragili, piccoline e seghettate, di una tonalità molto scura di verde. É una pianta molto prolifica, che cresce in maniera molto rapida. Il suo periodo di fioritura è la primavera, da marzo a maggio, senza un periodo preferenziale. I fiori della Kerria sono a cinque petali, di uno splendido giallo oro che ricordano parecchio le rose gialle. Nei negozi specializzati vi sono diverse specie di Kerria per la coltivazione: la più gettonata e richiesta è la Peniflora, caratteristica per i suoi piccoli fiori doppi che ricordano dei pompon. Ci sono cultivar anche con i fiori bianchi, in ogni caso, per gli amanti del genere. La Kerria fiorisce due volte all’anno, in primavera e in estate: la prima fioritura è sempre più copiosa della seconda, comunque.
Da tempo immemorabile i confetti simboleggiano la felicità e la prosperità. Già nei tempi antichi agli sposi si regalavano frutta secca e dolci di tutti i tipi, ma i confetti sono nati solo quando in Europa fu introdotto lo zucchero dall’Oriente.
La produzione dei confetti, così come li conosciamo oggi, in Italia iniziò nel Quattrocento, a Sulmona, dove esiste anche un interessante museo che illustra la storia e le tecnologie utilizzate nella produzione di questi squisiti dolcetti.
Il consumo dei confetti si diffuse rapidamente fra i nobili dell’epoca e ben presto nacquero anche le bomboniere per contenerli, all’epoca preziosi oggetti artistici realizzati dai migliori orafi che venivano offerti in dono in tutti i lieti eventi.
In breve tempo cambiarono poi anche le usanze ed i confetti non vennero più regalati agli sposi, bensì offerti da questi ultimi ai loro invitati. Ed ecco che nacquero così anche le bomboniere matrimonio.
Nel XIX secolo, pur rimanendo sempre oggetti preziosi e di gran valore, le bomboniere iniziarono a diffondersi anche al di fuori dalla classe nobile, dato che con l’inizio della produzione su scala industriale il loro costo diminuì notevolmente.
Ai nostri tempi, le bomboniere rimangono ancora dei meravigliosi contenitori per i confetti, sempre perfette in qualsiasi lieta occasione.
Il mercato offre una grande possibilità di scelta anche per quanto riguarda il cibo per gatti, e spesso ci si trova a non saper cosa scegliere e nemmeno quale sia la scelta più adatta. Innanzitutto, va detto che l’alimentazione di un micio varia col variare dell’età’ del gatto stesso, e che quindi, seguire a priori i consigli del proprio veterinario sarà sicuramente la scelta migliore. Capire le necessità metaboliche del proprio micio è altresì importante: le proteine animali, anche sotto forma di uova o formaggio, sono fondamentali; i sali minerali e le vitamine, invece, sono d’importanza marginale; gli zuccheri ed i carboidrati sono, invece, del tutto superflui. Anche i grassi animali sono molto importanti per un corretto metabolismo, anche sotto forma di burro vaccino.
Spesso, poi, ci si trova a dover scegliere tra cibo in umido o cibo secco: entrambe le scelte sono valide, e bisognerà dunque tener conto delle abitudini alimentari del nostro micio. Il cibo in umido è un alimento sicuramente gustoso, ma se non viene consumato in breve tempo, può seccarsi o deteriorarsi; per contro, i croccantini possono restare nella ciotola anche per un giorno intero, senza deteriorarsi ne’ perdere la loro appetibilità. La cosa migliore è far scegliere direttamente al proprio micio.
Scegliere un divano letto non è necessariamente un’attività’ semplice: in commercio se ne trovano di vari tipi e modelli, con sistemi diversi di apertura, con reti e materassi differenti, alcuni retrò, altri futuristici, ma soprattutto di dimensioni variabili.
Ed in effetti, le dimensioni, sia come sofà che come giaciglio, saranno forse una delle caratteristiche che influenzerà maggiormente la nostra scelta: sarà bene, dunque, incominciare proprio dal salone di casa nostra, cercando di individuare il luogo più adatto al posizionamento del sofà, tenendo conto di quanto spazio ci sarà a disposizione per aprirlo e per i movimenti dei nostri ospiti. Dovremo poi essere in grado di valutare la congenialità dei diversi sistemi di apertura: un sofà letto ad apertura “classica”, con la rete ripiegata in tre parti sotto la seduta, potrà unire un divano a due piazze sviluppandosi in lunghezza come letto matrimoniale; invece un divano a clic-clac, dove per aprirlo, basterà calare lo schienale, utilizzerà come lato lungo del letto proprio la seduta, risultando cosi un sofà a tre piazze, e sfruttando minor spazio per aprirsi come letto. Inoltre, nei sofà con il letto ripiegato all’interno, non ci sarà bisogno di rimettere le lenzuola ogni volta, mentre in quelli con apertura “a giorno”, sarà necessario rifare il letto ogni volta si utilizzerà.
Le piante, soprattutto quelle che producono fiori, sono per natura molto colorate e di conseguenza costituiscono un modo per abbellire l’ambiente in cui si trovano. Proprio per questo col tempo anche i vasi si sono evoluti, in modo da diventare essi stessi un elemento di design.
Se quindi abbiamo intenzione di abbellire la nostra casa, potremmo anche considerare i vari tipi di vasi per piante presenti sul mercato, in modo da aggiungere un tocco di colore ed originalità alle nostre stanze o al nostro terrazzo che stupirà i nostri ospiti o chi si troverà a passare sotto il nostro balcone.
I materiali più comuni sono la plastica e la terracotta, che è usata soprattutto per vasi con decorazioni in rilievo, ma recentemente si sono utilizzati anche altri materiali come ad esempio l’alluminio, il vetro o il marmo. Questi hanno un valore soprattutto dal punto di vista estetico, più che da quello pratico, per cui dovremo assicurarci che la pianta possa adattarvisi e sopravvivere con facilità. Un consiglio in alternativa, ma non è sempre una soluzione valida, potrebbe essere quello di mettere la pianta in un vaso di plastica e poi questo all’interno di un vaso più bello di dimensioni un po’ più grandi del necessario.
Diciamo la verità: sono davvero poche le donne che hanno forme perfette, e di queste la maggior parte deve molto ad un’attività fisica intensa o alla mano del chirurgo. Ma per chi non ha tempo, voglia o possibilità di rincorrere un corpo scultoreo, esistono comunque dei piccoli trucchi che possono essere utili per mascherare alcune imperfezioni.
Mai come quest’anno i capi d’abbigliamento donna mirano a valorizzare le forme e a nascondere i difetti! E non si tratta di un caso, ma di veri e propri abiti studiati nelle linee e nei tessuti, per modellare il corpo di chi li indossa. Volete qualche esempio?
Si va dalla maglia di Benetton, che evidenzia il seno e appiattisce la pancia, al jeans anticellulite di Lerock, che vi fa perdere centrimetri di giro coscia! Quanto sia importante scegliere l’abito giusto lo sa bene anche la formosa Kate Winslet, che non si è lasciata sfuggire il Lucia dress di Stella Mc Cartney, un’opera di sartoria che, applicando i giusti tagli e decorazioni, disegna al meglio la figura femminile. Ovviamente, parlando di abbigliamento, non possiamo scordare l’intimo, che può essere al tempo stesso contenitivo e di stile: date un’occhiata alla linea shapewear di Triumph e ai leggins push up di Calzedonia, non resterete deluse!
La versione 2007 di Microsoft Office Outlook, offre moltissimi stili di visualizzazione dei contatti che avete registrati in rubrica, ma lo stile che si trova predefinito nel programma è il sistema di visualizzazione “biglietti da visita”.
In questo tipo di visualizzazione, tutti i contatti vengono associati con il proprio logo o quello della loro azienda, con foto o immagini, o sfondi, insomma qualunque cosa che renda più facilmente riconoscibile il contatto. Il numero di biglietti visualizzabili varia, in base alle impostazioni personali di Outlook ed ovviamente alle dimensioni della finestra di Outlook aperta.
Nel caso in cui posizioniamo i campi del nostro biglietto in maniera manuale, potremo decidere quali saranno le informazioni che potremo vedere in fase di visualizzazione dei biglietti. Tutte le modifiche si possono fare in ambedue i casi, che si tratti di biglietti personali o di biglietti di altri.
Ovviamente i contatti si trovano in rubrica per indice alfabetico, per consentire un accesso rapido al contatto desiderato. Nel caso in cui le informazioni relative al vostro contatto siano più di quelle che si trovano sul biglietto, cliccando due volte sul biglietto si apre il “modulo del contatto”, sul quale potrete continuare ad inserire le informazioni che ritenete necessarie.
Per riuscire a delineare precisamente il fenomeno dei Factory Outlet Center (FOC) bisogna prima di tutto differenziarli dalle altre formule commerciali che, per le loro caratteristiche, spesso sono associate e considerate sinonimi di FOC .
Il riferimento è costituito da formule di vendita che rientrano sotto la categoria degli off-price, o stock-house.
Gli stocchisti sono aziende che si occupano di commercializzare articoli comprati in grossi quantitativi da società fallite, imprese che hanno fronteggiato un’enorme sovrapproduzione o da altre realtà distributive che hanno la necessità di smaltire le merci in magazzino. Gli Stocchisti/ Off-price sono entità commerciali libero servizio, site presso centri abitati, dove sono messi in vendita articoli di seconda scelta di marca più o meno conosciuta, a un prezzo ridotto. Questo avviene in un unico punto vendita.
Anche se le stock-house vendono prodotti di marche conosciute a un prezzo scontato dal venti al quaranta per cento, tale canale distribuivo è però volto ad alimentare per lo più il commercio ambulante.
Le differenze fondamentali tra le due formule commerciali qui citate è costituita:
- dal fatto che il produttore gestisce gli FOC mentre il commerciante il secondo le stock-house;
- dalla varietà di articoli in quanto gli FOC commerciano solo le marche del produttore, mentre l’off-price non è esclusivo in fatto di marche, seguendo le politiche commerciali del gestore.